Home Cooking di Laurie Colwin

Home Cooking

Pochi libri ho amato come questo, devo essere sincera, e al momento Laurie Colwin è la mia scrittrice di food preferita.

Mi ci ritrovo in ogni pagina, in ogni riga tanto che molte delle frasi che ho sentito sottopelle le ho condivise su Facebook.
E’ il libro che vi consiglio ora che l’autunno è iniziato a tutti gli effetti perché questa è proprio la sensazione che dà.
Assomiglia al maglione caldo quando l’aria è troppo fresca, alla cioccolata calda, all’amica con cui confidarsi.

Chiunque cucini non lo fa da solo.
A fargli compagnia, anche se accanto non ha nessuno, ci sono generazioni di cuochi del passato, i consigli e i menu dei cuochi di oggi e la sapienza degli scrittori di libri si cucina.

L’autrice, racconta il suo approccio al mondo gastronomico da “addetta al settore” che si mette ai fornelli e lo fa come un’amica del cuore, come una zia arrivata da lontano.
Racconta tutta la sua storia a partire dal fornelletto elettrico in una casupola davvero minuscola fino alle grandi feste dell’età più adulta.
Ci racconta che ha passato interi periodi a mangiare melanzane in ogni modo e maniera; che ha provato -come tutti- esperimenti culinari terminati disastrosamente e riparati con una pizza dal take away sotto casa.

Laurie Colwin

Lei è quella voce amica che ti conforta quando ti senti sociopatica perchè anche lei, come te, non ha mai sentito l’esigenza di una vita sociale e l’unica considerazione che ha del suddetto termine è la condivisione del cibo intorno a una tavola (massima goduria quando oltre a mangiare, si parla anche di cibo).

 Diversamente da altre persone a cui piace la vita mondana, io amo stare in casa.
Che ciò dipenda dalla pigrizia, dall’ansia o dalla xenofobia, sta di fatto che al tempo in cui i miei amici si divertivano a viaggiare in Bolivia e Nepal io mi vergognavo di dover ammettere che nulla mi faceva tanto piacere quanto ciondolare per casa.

Per me un bel soggiorno all’estero consiste nell’andare a trovare qualcuno del luogo e starmene li a curiosare nella sua dispensa, se me lo permette.
..
La mattina, dopo essermi alzata, potevo preparare il caffè e uscire in giardino a raccogliere albicocche per la colazione, poi andare in giro per mercati a escogitare che cosa avrei fatto per cena.

Allora pensi “bene, siamo sulla stessa lunghezza d’onda” e il viaggio inizia.
Inizia dicendoti che sì, capita di fare colossali cazzate in cucina, capita di essere invitati a cena e vedere che non si è i soli a creare disastri culinari.
Capita di rendersi conto che i cibi migliori sono quelli cucinati a casa, con amore e profonda tenerezza.
Semplici, come un’insalata di patate o il pollo, che è perfetto come un tubino nero.

E’ meraviglioso il modo che ha di scrivere questa donna: divertente, mai banale, fluente e profondamente amichevole.
Ti è accanto in ogni passaggio, consigliandoti anche di fare molta attenzione nelle relazioni e negli inviti amorosi.
La cucina ti dirà moltissimo sul pretendente alla tua mano: come cucina un piatto semplice come le uova, per esempio, potrebbe farti scappare a gambe levate.

E poi, che succede se invece, in cucina è la prima volta che si armeggia?

 … Ma allora che cosa deve fare il novellino, che freme per l’ansia mentre é in attesa di una bella persona che si presenterà affamata nel giro di qualche ora?
Dovrebbe provare con qualche piatto piuttosto facile che richieda una lunga cottura; consultare numerose ricette e rileggerle parecchie volte fino a quando tutti i passaggi non gli siano perfettamente chiari; dovrebbe chiamare la persona che, tra i suoi conoscenti, cucina meglio e ascoltare cos’ha da dire.
E a quel punto dovrebbe attenersi ai suggerimenti ricevuti.

Attraverso le sue parole si vivono esperienze comuni, dall’approccio che ognuno di noi ha avuto con la cucina all’età adulta e alla maturità. Un viaggio pratico che racconta, tra i vari profumi, un percorso simile per ognuno di noi.

Cosa cucinavamo durante il periodo univesitario, le prime preparazioni più complesse, i piccoli magheggi per stupire l’amato,i piatti che si amano perchè sono il nostro porto sicuro, ma anche gli aggeggi completamente inutili che abbiamo in casa e non usiamo perchè, alla fine, siamo legati ai soliti 4 utensili.

Questa è un’epoca di cibo d’alta moda che non ha il compito di farvi sentire sazi, quanto privilegiati.

Per chi è timido in società, la cucina è il luogo giusto in cui stare. Se non altro, è un posto per cominciare.

Niente è lasciato al caso in questo romanzo. La gioia della cucina è presente, nero su bianco, senza troppi orpelli ma, al contrario, nella necessità del quotidiano di sfamare chi amiamo.
Perchè il cibo non è solo quel mondo meraviglioso che la società desidera propinarci e, ammettiamolo, non sempre abbiamo voglia di cucinare -e alle volte è anche una grandissima scocciatura.

Nelle cucina capitano sempre guai tremendi, anche ai cuochi più esperti, ma quando succedono a voi non è di alcun conforto sapere che si può sempre imparare dai propri errori, soprattutto se state contemplando il raccapricciante pasticcio che sta proprio davanti ai vostri occhi.

Laurie Colwin passeggia tra tutti questi stati d’animo, dipingendoli uno a uno, ricordandoci la profonda necessità di cibi semplici e genuini che rinfrancano lo spirito dopo una deliziosa giornata no ma anche aiutandoci a organizzare un party senza sembrare Crudelia De Mon all’arrivo degli ospiti.

Essere padroni e padrone di casa, lo sappiamo, si rivela spesso un’impresa eroica, che comporta audacia, ingegnosità, desiderio di tentare la sorte e interesse per gli altri.
Sono le stesse caratteristiche richieste anche per i santi e i vincitori dei premi Nobel.

Perchè ognuno di noi è destinato, che lo voglia o meno, a gestire rapporti sociali. Siamo mogli, madri, sorelle, amiche e intorno a noi, girano altre persone.

Allora, forse, è meglio mangiarci insieme se, tanto, del tempo con loro dobbiamo spenderlo.

La casa è il luogo dei pasti confortanti; il ristorante di quelli stupefacenti.

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