M.F.K Fisher, sentimentale come un’ostrica

Biografia sentimentale dell'ostrica

Il mio primo pensiero è stato “ma davvero le ostriche non si mangiano solo crude?!” e pare di no.
Ma quello che più mi ha emozionato è stata la vita turbolenta di questa scrittrice americana. Sentimentale come un’ostrica.

Mary Frances Kennedy Fisher è una delle prime food writer americane. Ha vissuto quasi un secolo (dal 1908 al 1992) scrivendo 27 libri, inclusa la traduzione della Fisiologia del Gusto di Brillant-Savarin. La particolarità dei suoi libri è l’amalgama tra cibo, letteratura, viaggio e storia. Sosteneva che mangiare bene fosse una delle arti della vita e decise di esplorarla nella sua scrittura.

MFK FIsher

Alunna indisciplinata e non particolarmente interessata alla scuola, dedicava il proprio amore ai libri, letti a casa in maniera autonoma, dalla grande collezione di famiglia. A 5 anni scriveva già e l’amore per il cibo arrivò anch’esso presto (grazie alle preparazioni della nonna).
Altra forte influenza fu la “zia” Gwen, figlia di amici, con cui Mary passava le vacanze mangiando e cucinando.

Dal 1928 al ’32 fu in Francia e si innamorò della cucina francese, delle grandi insalate e delle omelette cucinate tra Dijon e Strasburgo.
Poi tornò in California, pubblicò il suo primo libro e si innamorò di un altro uomo. Qualche anno dopo divorziò dal marito; lui non era in grado di amarla e darle ciò di cui aveva bisogno così interruppe il loro matrimonio.
Iniziò quindi a vivere la sua relazione con Parrish viaggiando tra Olanda e Svizzera fino a quando non venne diagnosticato all’uomo una grave malattia e gli venne amputata una gamba. Tornarono quindi negli Stati Uniti, anche a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale (dovendo però recuperare in Europa le medicine che servivano a lenire il dolore di Parrish e che in USA non erano commercializzate) e presero una casa in California, grazie al clima mite adatto alla salute dell’uomo.
I dolori però erano sempre più persistenti e gli antidolorifici sempre più difficili da reperire. Tutto ciò portò Parrish al suicidio.

Mary si mise a scrivere di nuovo, proponendo diversi libri che vennero rifiutati e arrivando al 1941 con Biografia Sentimentale dell’Ostrica, dedicato all’amato scomparso.

L’anno successivo pubblicò Come mangiare un lupo, dedicato alla cucina al tempo della guerra e consigliando alle donne come gestire le scorte o preparare qualcosa durante i black out. Nello stesso anno iniziò a lavorare per la Paramount e l’anno successivo diede alla luce la sua prima figlia. All’anagrafe inventò il nome del padre e in giro disse che la bambina era stata adottata, non rivelando mai la vera identità del padre di sua figlia.

Nel 1944 concluse il suo contratto con la Paramount spostandosi a New York, innamorandosi di nuovo e iniziando a scrivere per diverse riviste, tra cui, Gourmet. Diede alla luce la sua seconda figlia e, alla morte della madre nel ’49 tornò nella sua casa natale per assistere il padre. Nel frattempo tradusse la Fisiologia del Gusto di Brillant-Savarin con diverse lodi per la prosa perfetta e suggestiva che ben rappresenta lo spirito dell’autore francese. Il secondo marito, Donald, iniziò a soffrire di disturbi psicosomatici che fortemente preoccuparono Mary (già provata dalla morte del primo marito, dal suicidio del fratello e dalla lenta agonia della madre). Oltretutto il successo come scrittrice permise a Donald di sperperare denaro fino a conseguire ingenti debiti. Il divorzio, inevitabile, avvenne nel 1950.

Nuovamente sola Mary fece ritorno in Francia, ad Aix-en-Provence,  con il denaro ottenuto dalla vendita di diverse proprietà alla morte del padre. Non si sentì mai veramente a casa, beffeggiata del suo essere scrittrice gastronomica e americana e, dopo qualche anno rimpatriò per poi trasferirsi a Lugano, in Svizzera, per donare ai figli una cultura differente e nel contempo la libertà necessaria. Continuò a fare da pendolare con la Francia, per tutta la sua vita.
Nel 1966, a Parigi per scrivere il suo The Cooking of Provincial France, incontrò Paul e Julia Child. I suoi viaggi tra il vecchio e il nuovo continente proseguirono fino al ’78. Poi rimase in California, dove morì, sentendosi sempre un fantasma dalla scomparsa di Parrish.

Biografia sentimentale dell’ostrica conferma la prosa scorrevole e la padronanza di linguaggio della Fisher.
Si destreggia tra la vita turbolenta dell’ostrica, minata da mille pericoli, alla storia legata a questo mollusco così amato e odiato nel contempo. Storie, dicerie e leggende si alternano a ricette che offrono uno spaccato di vita sociale.
Come le ostriche nascono in diverse varianti, altrettanti sono i modi di mangiarli: dal New England alla Francia passando da New York o fermandosi in un oyster bar di New Orleans

Il suo modo preferito di assaporarle? Crude, nel loro umore, con del pane nero tostato, del burro e qualche fettina di limone.
E forse, da perversa amante di questo dono del mare, non posso che essere d’accordo con lei.
Lei, la cui vita ho amato dal primo istante.
Così elegante e forte, risoluta ma sola, fotografata da Man Ray, madre di una figlia illegittima, e alla fine, in compagnia dei suoi gatti in una casa immersa nei vigneti di Somona Valley a pensare a tutto ciò che la vita le ha donato e tolto.

 

 

 

 

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