Quanto cibo nella letteratura.

Nasco umanista.
Nasco topino da biblioteca.
Inutile cercare di essere ciò che non sono.
Finora ho condiviso con voi piccole lezioni apprese durante il master in giornalismo enogastronomico.
Utili, mi auguro.
Di certo non scompariranno perchè molti sono i consigli su come scrivere correttamente di cibo attraverso una ricetta o il racconto di un’esperienza al ristorante.
Ma adoro i libri da sempre.
E ora voglio raccontarveli su questo blog.
Perchè le parole dei romanzi profumano di spezie, di cucine impiastricciate, di farina sui capelli, di donne e generazioni che si tramandano ricette.
La cucina è il luogo in cui amo vivere e scandire il tempo.
Mi sono fatta prendere dalla primavera. Ho cambiato il vestito al blog e l’ho reso leggero.
Un nuovo cambio di rotta. Perchè oltre che umanista, la mia indole è marittima.
Respiro il maestrale e non mi spaventano i cambiamenti.
Credo nelle nuove opportunità che la vita sa donarti, inavvertitamente.
Sto abbozzando ora, all’alba dei 36 anni, il mio futuro professionale.
Ecchissenefrega se tra 10 anni cambierò nuovamente idea.
Nella vita bisogna essere felici.
E io sono felice quando ho un libro in mano.

Scrivere una ricetta.

Siete proprio sicuri di saper scrivere una ricetta? Ecco qualche piccolo trucco dal mio corso di food writingDSC_0008La cucina è un fatto privato e nel contempo una faccenda pubblica.
Dipende dai giorni, e dalle voglie.
C’è la giornata in cui si desidera sporcare tutto il set di pentole e quella in cui a malapena si versa il latte nella mug.

Lo stesso si può dire per il modo di affrontare una ricetta.
C’è chi, come me, ama partire organizzato, con gli ingredienti già dosati e schierati per trasformarsi in altro e chi, al contrario, si accorge troppo tardi che le uova dovevano essere a temperatura ambiente, perchè preso dalla foga del creare. Continua a leggere