Il mio viaggio essenziale a “Le strade della mozzarella”.

Ho fatto 800 km per rimanere a Paestum un giorno e mezzo.
Senza aspettative. Con l’anima sgombra e pronta per essere colmata dal cibo, dalle sensazioni, dai sapori e dal trasporto emozionale.
A Le strade della mozzarella qualche nome lo conoscevo già. Altri sono stati una meravigliosa scoperta.

La mozzarella di bufala è così perfetta da sola che non ha bisogno di essere stravolta. Come una donna semplice, acqua e sapone e per questo bella.
Lei è soda, ma morbida e succosa. Racconta di gente, di pazienza, di paesaggi. Lei è l’oro bianco italiano.
Proprio per questo ero curiosa di vedere cosa sarebbe potuto succedere a questa giovane fanciulla campana, quali abiti avrebbero scelto per lei, quali profumi, quale make up.

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Quanto cibo nella letteratura.

Nasco umanista.
Nasco topino da biblioteca.
Inutile cercare di essere ciò che non sono.
Finora ho condiviso con voi piccole lezioni apprese durante il master in giornalismo enogastronomico.
Utili, mi auguro.
Di certo non scompariranno perchè molti sono i consigli su come scrivere correttamente di cibo attraverso una ricetta o il racconto di un’esperienza al ristorante.
Ma adoro i libri da sempre.
E ora voglio raccontarveli su questo blog.
Perchè le parole dei romanzi profumano di spezie, di cucine impiastricciate, di farina sui capelli, di donne e generazioni che si tramandano ricette.
La cucina è il luogo in cui amo vivere e scandire il tempo.
Mi sono fatta prendere dalla primavera. Ho cambiato il vestito al blog e l’ho reso leggero.
Un nuovo cambio di rotta. Perchè oltre che umanista, la mia indole è marittima.
Respiro il maestrale e non mi spaventano i cambiamenti.
Credo nelle nuove opportunità che la vita sa donarti, inavvertitamente.
Sto abbozzando ora, all’alba dei 36 anni, il mio futuro professionale.
Ecchissenefrega se tra 10 anni cambierò nuovamente idea.
Nella vita bisogna essere felici.
E io sono felice quando ho un libro in mano.

Musica, cibo e amore. Una serata aspettando Fidelio

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Ci sono sere speciali.
Ci sono attimi che ti mettono in pace con il mondo perché fatti di bellezza pura.
E la bellezza è una cosa semplice.
La si trova ovunque se si riesce a guardare bene.
E la bellezza è un buon modo di iniziare l’ultimo mese dell’anno. Continua a leggere

“Professione foodwriter”. Il corso di foodwriting alla Libreria Gastronomica Malafarina

Il Foodwriting.

Ci sono persone che amano il cibo al punto da essere il primo pensiero fin dalla mattina.
Aprono gli occhi, nella stanza ancora buia, immaginando una colazione lenta, profumata dal caffè e da un dolce rigorosamente home made, da gustare sfogliando l’ultimo numero della rivista di cucina preferita.
Sono quelle persone che sostengono che non ci sia amore più sincero di quello per il cibo.
Sono quelle persone che amano con la forchetta.
I numerosi blog di cucina presenti in rete confermano questa passione dilagante per la gastronomia.
Ma una veloce carrellata tra un blog e l’altro rivela una notevole differenza tra un sito ben costruito, nelle immagini e nei contenuti, e un sito amatoriale.
Ecco affacciarsi quindi l’argomento delle prossime pagine: il foodwriting.
Questo termine non ha una traduzione italiana ma poco importa definirlo foodwriting o scrittura gastronomica. Lo scopo è ugualmente chiaro: raccontare il cibo.
Iniziare a scrivere di gastronomia non è però cosa semplice se si aspira a farlo in modo efficace e, forse un giorno, remunerativo.

Il primo step è decidere quale sarà l’argomento che vorrai trattare:

1) Desideri raccontare la tua vita attraverso le ricette di famiglia;
2)  Hai un’attività legata alla gastronomia e vuoi uno spazio sul web in cui condividere i piatti che proponi e la loro storia, presentare il tuo team o creare un trait d’union virtuale con i tuoi clienti, fatto di opinioni, suggerimenti o testimonianze dirette;
3)Ami la storia del cibo, delle diverse tipologie di cottura o lo sviluppo gastronomico come lente d’ingrandimento di una società;
4) Hai un’intolleranza alimentare e desideri creare un archivio con tutte le ricette perfette per chi, come te, è allergico a un particolare ingrediente;
5) Sei un viaggiatore appassionato e vuoi raccontare la storia dei paesi che visiti attraverso la loro tradizione culinaria;
6) Hai un amore viscerale per la cucina spagnola/thai/vietnamita da risultare un esperto in materia.

A prescindere dal motivo per cui desideri iniziare a scrivere, ricordati sempre di farlo utilizzando la tua voce narrativa, quella peculiarità da crescere e stimolare come se fosse un senso in più.
La voce è quel mix di stile narrativo e punto di vista che differisce da persona a persona.
È ciò che rende un testo riconoscibile in mezzo a tanti.
È la tua firma invisibile attraverso le parole che scegli di utilizzare. È ciò che rende quello che scrivi autentico.
Ognuno di noi ha un modo preciso di scrivere, sia esso rassicurante, divertente o autorevole.
Qual è il tuo? Prova a chiederlo a un amico e seleziona 3 aggettivi che credi ti calzino addosso:

Rassicurante
Vulnerabile
Credibile
Misterioso
Divertente
Ben informato
Rilassato
Competente
Informato
Autorevole

Tu che tipo di foodwriter sei?
Primo esercizio di stile da fare sul famoso quaderno del foodwriter (ma anche qui sotto tra i commenti.)