Affari di cuore. Nora Ephron

Affari di cuore

Io devo capirlo ancora bene se questo libro mi è piaciuto oppure no.
Certo non è una bella partenza per la recensione di un romanzo gastronomico, ma non è tutta colpa mia.
Mi aspettavo una cosa, e invece no.
Al diavolo le aspettative e, al diavolo, i trafiletti introduttivi.

Nora Ephron ha scritto di tutto, dai romanzi, ai saggi, alle sceneggiature.
Qualche titolo: Harry ti presento Sally, Insonnia d’amore, C’è posta per te, Julie e Julia (SI!! Proprio quello!)
Con sommo entusiasmo mi sono tuffata nel libro, profumata di crema solare, con le onde a farmi da colonna sonora e Varazze a coccolarmi un po’ .

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Alice e le sue “Ricette dal cuore”

Alice

Incontro Alice in un caldo pomeriggio di primavera.
Intorno a noi ci sono bambini pieni di energia, mamme super glam (come vorrei essere io se avessi la mia Amelia) e una coppia che sta insieme da una vita e si ama come il primo giorno, tenendosi per mano e guardandosi con tutta la dolcezza del mondo.
Siamo circondate dalla vita in ogni sfumatura, in ogni stagione, in ogni colore.

Alice è la principessa della porta accanto, è un pomeriggio d’estate quando arriva la brezza dal mare, è la felpa comoda che ti offre rifugio quando il mondo fuori è troppo arrogante, è l’abbraccio che cerchi ed è lì ad attenderti.
Lo stesso vale per il suo blog, che è da sempre quel luogo in cui amo nascondermi quando ho bisogno di gentilezza.

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Come individuare il lettore tipo (rubando un trucchetto al marketing).

individua il tuo lettore tipo

Prima di iniziare a pubblicare contenuti, sia sul blog che sui social networks, è importante che tu abbia ben in mente a chi ti stai rivolgendo.
Sapere qual è il tuo lettore tipo ti permetterà di stabilire il registro con cui scriverai gli articoli, gli orari in cui condividerai i contenuti su Facebook o Twitter e gli approfondimenti a cui vorrai dedicarti.
Definiamo il concetto di Personas e vediamo cosa può fare per noi (lo rubiamo al marketing ma torna comodo anche quando si vuole scrivere). Continua a leggere

5 domande per gestire i social network

La prima cosa che ho imparato al corso di giornalismo è stata la legge  delle “5w” (niente facce strane, te le spiego tra un secondo), che ho trovato indispensabile in diverse occasioni.
Una sorta di tubino nero da tenere nell’armadio per la serata inaspettata.
Di cosa sto parlando?

Le 5w sono le domande che devi porti quando vuoi comunicare una notizia in modo esaustivo:
who, what, when, where, why.

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Scrivere una ricetta.

Siete proprio sicuri di saper scrivere una ricetta? Ecco qualche piccolo trucco dal mio corso di food writingDSC_0008La cucina è un fatto privato e nel contempo una faccenda pubblica.
Dipende dai giorni, e dalle voglie.
C’è la giornata in cui si desidera sporcare tutto il set di pentole e quella in cui a malapena si versa il latte nella mug.

Lo stesso si può dire per il modo di affrontare una ricetta.
C’è chi, come me, ama partire organizzato, con gli ingredienti già dosati e schierati per trasformarsi in altro e chi, al contrario, si accorge troppo tardi che le uova dovevano essere a temperatura ambiente, perchè preso dalla foga del creare. Continua a leggere

Il sito web in versione mobile e il web writing.

Scrivere sul proprio sito web non è come scrivere sul cartaceo.
Perchè  la comodità deve essere il primo pensiero da dedicare al nostro lettore. 

Come? Attraverso una scrittura pulita e una versione mobile del proprio sito Internet.

Iniziamo con una domanda. A parte il caffè del mattino, quando avete modo di sfogliare un quotidiano cartaceo? Continua a leggere

Intervista a Luca Maruffa, il direttore editoriale di Honest Cooking

Intervista a Luca Maruffa, direttore editoriale di Honest Cooking Italia. Un food magazine giovane che aspira a vivere (e raccontare) il cibo in modo diverso.

Gestire una testata giornalistica frizzante, generosa e soprattutto online.
Avere menti e mani diverse a tenerla viva.
Avere piedi ben piantati in Italia ma gli occhi rivolti verso l’estero.
E la mente aperta. Ecco la mia intervista a Luca Maruffa, il mio direttore.

Luca

 

1) COME E’ NATA LA DECISIONE DI INAUGURARE LA VERSIONE ITALIANA DI HONEST COOKING?

Siamo venuti a sapere della possibilità di portare Honest Cooking in Italia. Il progetto ci piaceva, rappresentava un modo nuovo di comunicare l’enogastronomia: un progetto veramente condiviso, aperto ad approcci e stili diversi. Siamo venuti in contatto con Kalle Bergman, il fondatore di HC, e abbiamo trovato in lui un interlocutore con una visione internazionale, quella che per noi manca nel nostro paese. Non parliamo di essere esterofili a tutti i costi o di limitarsi a parlare degli stellati Michelin che lavorano fuori dall’Italia, bensì guardare senza pregiudizi a quello che altrove si mangia tutti i giorni. Troviamo inoltre che, al di là dell’argomento che trattiamo, ci sia molto da imparare da come, in certi paesi, sanno presentare e gestire un web magazine o anche solo un blog.

2)TI RICORDI L’ESATTO MOMENTO IN CUI HONEST COOKING ERA NELLA TUA MENTE? QUALI ERANO I SOGNI E I PROGETTI LEGATI ALLA SUA NASCITA?

In parte ho già risposto prima, ma posso aggiungere che Honest Cooking vuole essere una “casa” per chi vuole leggere e condividere argomenti, ricette, storie e immagini del cibo con grande libertà, e trovarci chi fa e vuole fare altrettanto. Honest Cooking è un luogo dove chi scrive parla di quello che gli piace, non per forza per dibattere su un argomento creando polemiche scontate o topic per attirare in tutti modi l’attenzione.

3) COME E’ NATA LA TUA PASSIONE PER L’EDITORIA LEGATA AL FOOD?

Diciamo che ho diversi interessi e cerco sempre di sviluppare diverse sensibilità. Il food mi interessa quando è espressione di un’umanità particolare o diffusa, di un’esperienza o di una storia.
Comunicare tutto questo, e non solo, è fare editoria, o meglio pensare progetti integrati che riguardino persone, prodotti o luoghi. Non saprei dire quando me ne sono appassionato: leggendo e assaggiando, forse.

4) QUASI DUE ANNI DOPO LA NASCITA DI HONEST COOKING DOVE STA ANDANDO LA TESTATA? ED E’ LA STRADA CHE AVEVI SOGNATO INSIEME A GUIDO (ZOBOLI, l’altra mente diabolica di Honest Cooking)?
Siamo in una fase di transizione, in cui stiamo considerando e riconsiderando diverse cose, anche con Kalle, che ha spostato il quartier generale da Copenhagen a New York. Noi speriamo di percorrere la strada “internazionale” di Honest Cooking e di creare occasioni che vadano oltre il lato editoriale. Abbiamo già iniziato a farlo, ora speriamo di riuscire a realizzare tutte le idee che abbiamo in mente.

5) COM’ E’ LA TUA GIORNATA TIPO DA DIRETTORE? LA COSA CHE PIU’ AMI FARE E QUELLA CHE UN PO’ DI SCOCCIA
In questo momento sto lavorando anche su un altro progetto (http://worldrecipes.expo2015.org/it/), quindi vivo uno sdoppiamento di personalità e ho impegni un po’ diversi.
In generale, si tratta di gestire i flussi editoriali e comunicare con i nostri contributors, che hanno tantissime idee e fanno riferimento a me per discuterle. Poi c’è un lato più progettuale e creativo: vanno pensate e messe nero su bianco idee e progetti speciali da realizzare insieme a collaboratori e aziende. Questa è la parte che preferisco, forse. Quella meno entusiasmante credo riguardi gli adempimenti burocratici (ovviamente, del resto), o comunque le attività meramente operative, che svolgo solo in parte.

6) QUALI SONO I PREGI DI UN BLOG SCRITTO DA DIVERSE MENTI E MANI? E I DIFETTI?
Sai, alcuni sostengono che ci voglia una direzione editoriale rigida e vivono come “disordinato” un magazine con tanti contributors. Io penso sia un approccio legato a un’editoria che, volenti o nolenti, è sorpassata, per quanto si continui a proporla. Diverse menti, diversi modi di presentare un argomento, punti di partenza diversi e apparentemente contraddittori, secondo me possono essere organizzati. E’ una sfida, me ne rendo conto, ma vorrei che le persone venissero su Honest Cooking non per trovare di volta in volta un approccio che già conoscono, bensì una novità, un nuovo contributor che racconti una realtà inedita, che fotografi a modo suo, che ci accompagni in storie singolari.

7) IL TUO SOGNO LEGATO A HONEST COOKING?
Non si dice.

8) LA TUA SODDISFAZIONE PIU’ GRANDE?
Quando mi dicono: il vostro sito non sembra italiano (in parte non è, in effetti). Ripeto, non perché io sia radicalmente esterofilo, ma in quel caso capisco cosa intendano le persone che fanno questa considerazione.

9) L’ARTICOLO CHE VORRESTI SCRIVERE?
Mi sono molto avvicinato al vino, in questo periodo. Vorrei essere invitato in Georgia per realizzare un reportage (fotografico, anche) sulla tradizione dei vini d’anfora (kveri: questo il nome delle anfore) prodotti dai monaci. Si tratta di una tradizione secolare.

Crediti fotografici: Honest Cooking

La fotografia, compagna fedele della scrittura.

Come già accennato precedentemente, il panorama del foodblogging è decisamente ampio.
Ne è passato di tempo da quando Sigrid Verbert pubblicava le sue prime ricette sull’appena nato “Cavoletto di Bruxelles” e la rete si è ampliata.
Questo ci permette di avere sottomano un numero quasi smisurato di esempi di blog, ben costruiti o meno.
Bisogna ricordarsi che non per forza “l’affollamento della rete” è un punto a nostro svantaggio. Abbiamo tante opportunità per imparare, nel bene e nel male, e un posto per noi, nella blogosfera, c’è sempre (le voci e gli stili poi sono talmente differenti e gli argomenti da trattare talmente vasti che, anche a parlare della stessa cosa, la diversità la si trova).
Il fedele alleato di un foodblog ben fatto, insieme alla scrittura, è lo sviluppo dell’ immagine di un cibo e l’impatto visivo delle ricette.
Ecco qualche suggerimento nel caso in cui tu decida di essere l’autrice delle tue fotografie:
1. Porta sempre con te la macchina fotografica: la vita sa fare scherzi buffissimi e sorprendenti quando non te l’aspetti;
2. Scatta tante fotografie: non accontentarti di una sola (per poi mangiarti le mani scoprendo che è sfuocata o mossa). In seguito selezionerai quelle che ti sono piaciute di più;
3. Prendi spunto da chi lo fa già: curiosa tra libri, blog e riviste dedicate alla fotografia. Imparare dai migliori è sempre la scelta più giusta;
4. Cura l’atmosfera della tua foto: non dimenticarti dello sfondo nella tua fotografia. Lo zoom è certamente incentrato sul piatto ma lo stendino dietro è brutto da vedere;
5. Sii rapida a scattare: il cibo deve trasudare freschezza, croccantezza e golosità. Quindi devi essere veloce a cogliere l’attimo e tutto il set deve essere già pronto quando poggerai la tua pietanza fumante;
6. Scegli sempre la luce naturale: quelle scattate al naturale sono sempre le immagini più belle. Cerca il più possibile di farle con la luce del sole;
7. Soffermati sui dettagli: della fotografia sottolinea anche il dettaglio, la goccia che cade, la foglia controluce, la buccia croccante e polposa di una prugna illuminata dal sole (si, possiamo definirlo foodporn!).
8. Stai fermo; le foto di cibo, si sa, devono essere tassativamente ferme. Investi in un buon cavalletto;
9. Sistema le tue creazioni: per tutto il resto c’è Photoshop.
Per fare delle belle fotografie non è fondamentale avere un’attrezzatura da migliaia di euro. Basta un piccolo investimento iniziale per fare foto davvero valide.
Ricorda che il blog è fatto di due soli elementi imprescindibili: un testo valido e una bella immagine.
Perché in un mondo visivo come il nostro, una fotografia ben fatta incuriosisce, stimola a scoprire di più e apre le porte al testo della tua ricetta (su quello ci soffermeremo più avanti).
Una foto approssimativa è sinonimo di poca accuratezza e toglie speranza al proseguo nella lettura.
Nel caso, invece, in cui tu non abbia modo di fotografare le tue creazioni, puoi avvalerti di fotografie di terzi. Flickr.com ha una categoria dedicata alle foto Creative Commons. Ma ricordati SEMPRE di citare la fonte dell’immagine.

Per approfondire questo argomento (anche solo per imparare da una fotografia ben fatta e lasciarsi ispirare) ecco alcuni dei link che preferisco e sono sempre spunto di grande creatività:

Barbara Torresan.

Stefano Scatà.

Benedetta Marchi.

Giovanna Hoang.

Foodgawker.

Un libro decisamente utile:

Fotografare il cibo.

E un post altrettanto ricco di informazioni:

10 comandamenti per fotografare il cibo

E ora, buona fotografia. E buon appetito.

Step 2: WordPress e Blogger, quale piattaforma per il tuo blog?

La decisione successiva a quella di aprire un blog è scegliere la piattaforma che ospiterà il tuo sito.  Due sono le principali opzioni che ti permettono di pubblicare gratuitamente i tuoi contenuti senza dover possedere particolari conoscenze in programmazione o linguaggio html: Blogger e WordPress.

Blogger.

Puoi accedere alla piattaforma e creare la pagina attraverso il tuo account Google oppure utilizzando la parteCrea Blog. In questo caso dovrai  inserire la tua mail, il tuo nome, il nome con cui firmerai i tuoi articoli e accettare i termini di servizio. La schermata successiva ti farà entrare nella programmazione vera e propria del blog: sceglierai il titolo del blog e l’url (cioè l’indirizzo di riferimento nomedeltuoblog.blogspot.com).
Ora arriva la parte divertente in cui devi scegliere quale aspetto avrà il blog attraverso i template proposti da Blogger. Trova quello che si addice di più al tuo progetto, guardalo in anteprima e, se ti convince, confermalo. Ora il blog è creato. Entrando nella pagina dedicata alla pubblicazione troverai la panoramica.
Sulla sinistra hai gli strumenti che ti servono per amministrare il tuo blog:
Post: ciò che ti permette di gestire gli articoli già pubblicati;
Pagine: riguarda la pagina principale del blog e quelle ulteriori (informazioni su di te, diritti sul copyright e tutto ciò che vorrai aggiungere);
Commenti: gestisce i commenti tuoi e dei tuoi lettori;
Google+: se sei collegato con il tuo account Google questo è lo spazio di riferimento;
Statistiche: riguarda le visualizzazioni del blog, dei tuoi post e le origini del traffico internet;
Profitti: è la parte che Google utilizza per proporre AdSense e l’opportunità di guadagnare attraverso la pubblicità sul tuo blog;
Layout: è l’impostazione delle colonne del blog inerenti i post ma anche l’archivio, le categorie e i commenti. Puoi modificarla come preferisci;
Modello: se il template che hai scelto non ti convince più o vuoi cambiarlo perché è Natale questo è il luogo adatto.
Impostazioni: riassume le informazioni del tuo blog, ti permette di aggiungere una descrizione ulteriore, moderare i commenti o addirittura eliminare la pagina.

WordPress.

La registrazione è pressoché identica ma la piattaforma non è sincronizzata con l’account Google: devi  inserire la mail, il nome utente, scegliere una password e il nome del blog (l’indirizzo lo formula lui automaticamente con il nome fornito quindi nomedeltuoblog.wordpress.com) e selezionare IT in fondo alla pagina per avere la piattaforma in italiano. WordPress ti invierà nella casella di posta elettronica il link per attivare definitivamente il tuo blog. Clicca sul collegamento e inizia a personalizzare la tua pagina con una descrizione di te  e con un template che puoi scegliere tra tantissimi (molti di più di quelli forniti da Blogger).
Anche qui, a sinistra, trovi il pannello di controllo:
Bacheca: è la pagina principale con sottocategorie quali le statistiche, i blog che segui e il tuo (o i tuoi se ne hai più di uno);
Negozio:
ti permette di passare alla versione premium e a servizi aggiuntivi a pagamento;
Articoli: è la gestione dei tuoi post, di quelli nuovi, delle categorie e dei tag;
Media: in questa casella vengono raccolte le fotografie e i file che vuoi caricare nei tuoi post;
Link: sono le pagine a cui sei collegato nella parte dedicata ad altri blog che segui;
Pagine: sono le pagine che decidi di aggiungere oltre a quella principale del blog (ad esempio la tua descrizione);
Commenti:
gestisce i commenti e le moderazioni;
Feedback:
è la parte dedicata a sondaggi, valutazioni e feedback;
Aspetto:
è la parte dedicata al template che hai scelto e alla sua personalizzazione;
Utenti:
nel caso in cui tu non sia il solo a scrivere sul blog, questa pagina vi riunisce tutti;
Strumenti: è il livello superiore, quello per iniziati!
Impostazioni: è la carta di identità del blog e lo spazio in cui aggiornare ora, fuso orario, lingua e inserire un’immagine che userai come avatar.

Queste sono le caratteristiche principali delle due piattaforme, decisamente simili e ugualmente facili da utilizzare ma con qualche opzione in più per quel che riguarda WordPress.

La scelta, ora, è solo la tua.

Step 1: aprire un foodblog. I primi passi.

Siamo alle solite.
Hai visto per la milionesima volta “Julie e Julia” e ti sei ripetuta “Anche io posso scrivere, anche io posso avere un blog.”.
Ne hai letti tanti, hai trovato moltissime idee e ora vorresti far parte di quelle voci e di quelle mani impastate di farina che caricano l’ennesima foto, mentre il piatto diventa freddo.
Avere un blog, al di là di tutto, è un’esperienza bellissima e molto divertente. La rete ne è piena e gli argomenti sono infiniti e sempre più specializzati. Sono un’ottima fonte di informazione su ogni campo, dal turismo alla politica, dalla cucina alle scienze.

I punti forza di un blog sono:

la possibilità di aggiornarlo ovunque tu sia: nel nostro caso, se sei a Parigi e hai voglia di condividere la tua ultima scoperta (il mercatino sulla Senna che vende 250 tipi di formaggio francese) ti basterà avere un portatile e una connessione internet e in pochi istanti il tuo post sarà online;
si impara e si insegna contemporaneamente: decidi di aprire un blog su quello in cui ti senti ferrata (della scelta di un argomento specifico parleremo tra poco) e gli altri utenti impareranno da te cose nuove. Nel contempo, attraverso i tuoi lettori, tu stessa imparerai (si chiedono e si offrono consulenze come nemmeno immagini) e ti migliorerai, creando una splendida connessione che renderà il tuo blogging ancora più soddisfacente;
– ti dà la possibilità di iniziare a scrivere subito: il tuo sogno è quello di scrivere per professione. Perfetto! Attraverso il blog avrai l’opportunità di pubblicare i tuoi contenuti in maniera immediata e esattamente come li hai immaginati (senza che vengano stravolti da persone esterne o limitate nello spazio di 200 battute). Se desideri scrivere un libro di ricette, ad esempio, il tuo blog sarà il tuo biglietto da visita;
sarà la tua valvola di sfogo creativo: questo punto non ha bisogno di parole. Nel momento in cui il tuo blog sarà online, scoprirai il desiderio di aggiornarlo con argomenti svariati e la tua creatività ne gioverà (e anche la tua cucina!).

Ma da dove partire?

Ecco i primi passi per entrare nella blogosfera e aprire il tuo foodblog.

Sognalo, immaginalo, scrivilo.
Prima ancora di scegliere la piattaforma che ospiterà il tuo blog cerca di crearlo nella tua mente. Siediti in un luogo silenzioso, davanti a una tazza calda e fumante con un foglio e una penna e inizia a immaginare come vorresti la pagina che ti rappresenterà e rappresenterà il tuo lavoro.
Il tuo blog sei tu e la tua passione.
Come ti vuoi raccontare?
Come vuoi che appaia ai futuri lettori? Colorato e divertente, semplice ed elegante, classico o innovativo?
Descriviti mentalmente e cerca di fissare su carta 3 aggettivi che ti rappresentano. Il tuo blog sarà così. Perché quello che dovrà trapelare dalle tue parole, dalle tue fotografie e dai tuoi post, sarai tu stessa. Tu sei l’anima del tuo blog e questo è ciò che traspare e differenzia un blog di successo da uno nell’ombra.
Ti racconterai in ogni riga e in ogni scatto.

Scegli il nome del tuo blog e il tuo nome utente.
Questi sono i due punti che non potrai più modificare quindi sceglili accuratamente.
Per quel che riguarda il titolo del tuo blog scegli un titolo breve e chiaro, facile da ricordare e da dettare e che rappresenti lo spirito del tuo blog. Evita giochi di parole o titoli che solo tu puoi capire e termini che possono risultare incomprensibili. Quando qualcuno vorrà cercare il tuo blog su Google non dovrà impazzire per ricordare quale frutto esotico era collegato a quella preparazione delle tribù del Borneo.
Per quel che riguarda il nome utente consiglio sempre il proprio nome. Sarà la tua firma. In caso di “nome d’arte” valgono i consigli dati per il titolo del blog.

Scrivi una pagina che racconta di te.
Dedicati una pagina. Raccontati, descriviti, elenca le tue passioni e spiega cosa ti ha spinto a iniziare questa avventura. Concludi con una bella foto di te.

Scegli la categoria di cui vuoi parlare.
In una rete carica di foodblog è utile avere un argomento specifico di cui parlare. Non basta dire “parlo di cibo” perché esso ha infinite sfumature. Pensa allora a cosa più ti piace della cucina. Questo è un passaggio che potrai fare anche successivamente, magari quando ti accorgerai di scrivere sempre di un argomento specifico. Esistono comunque le categorie se desideri un blog più generico. Così in un unico contenitore potrai avere diversi argomenti che racconteranno dell’ultimo libro che hai letto, del ristorante che hai provato e che ti senti di consigliare o del film che una vera foodie non può perdere.

Ora prendi quel foglio con i tuoi appunti, mettilo in un cassetto e prenditi 24 ore di tempo. Il giorno successivo rileggilo e, se serve, cambia ciò che non ti convince totalmente.

Nel prossimo post sceglieremo la piattaforma che più si confà alle tue esigenze tra Blogger e WordPress.