Affari di cuore. Nora Ephron

Affari di cuore

Io devo capirlo ancora bene se questo libro mi è piaciuto oppure no.
Certo non è una bella partenza per la recensione di un romanzo gastronomico, ma non è tutta colpa mia.
Mi aspettavo una cosa, e invece no.
Al diavolo le aspettative e, al diavolo, i trafiletti introduttivi.

Nora Ephron ha scritto di tutto, dai romanzi, ai saggi, alle sceneggiature.
Qualche titolo: Harry ti presento Sally, Insonnia d’amore, C’è posta per te, Julie e Julia (SI!! Proprio quello!)
Con sommo entusiasmo mi sono tuffata nel libro, profumata di crema solare, con le onde a farmi da colonna sonora e Varazze a coccolarmi un po’ .

Se non potevo avere Mark,
potevo almeno preparare la minestra all’acetosella 

La trama: la protagonista, scrittrice di libri di cucina, scopre che il marito la tradisce con un’amica. Con un figlio piccolo e uno in arrivo era convinta di vivere nel quadro della famiglia perfetta.
Al suo secondo matrimonio, le tocca quindi rimettersi in gioco e analizzare cause/effetti della sua vita.
Lo fa nella casa del padre a New York, seguendo un gruppo di sostegno magicamente giostrato da Vera, l’unica analista che ha un matrimonio che funziona veramente.
Lo fa con ironia, tra personaggi e vicende in cui cerca di trovare il lato comico, trasformando la tragedia in commedia.
Lo fa attraverso ricette sperimentate, che raccontano avvenimenti o fungono da “cibo cuscinetto”

Io trovo particolarmente apprezzabile il fatto che, andando in cucina dopo una giornata di lavoro, si abbia comunque la confortante sicurezza che la farina e il brodo caldo, aggiunti al burro fuso, si amalgamano puntualmente formando un composto cremoso.
E’ bello poter contare con precisione matematica sul verificarsi di un evento, poter essere certi di qualcosa in un mondo privo di certezze, dove chi ne ha bisogno è costretto a cercarle nelle parole crociate

Il libro indubbiamente scorre leggero e piacevole; i personaggi sono ben strutturati e di ognuno riesci ad amare i pregi o odiare i difetti.
La protagonista Rachel Samstat si ritrova in un vortice che la trascina, confusa tra ragione e sentimento.
Ama suo marito ma si ritrova a dover guardare la vita da spettatore passivo, e poi, prendere una decisione.
Non crede nel divorzio, crede nel sentimento e nella forza di volontà, ha paura di dover affrontare un “dopo” che in realtà ha già vissuto una volta.

Il cibo dovrebbe essere un co-protagonista (non è un romanzo gastronomico?) e invece sembra essere solo una piccola comparsa distratta.
Ci sono delle ricette sparse tra eventi e personaggi, che vengono buttate come le chiavi al rientro a casa.
L’autrice dà per scontato che si sappia cucinare e le elenca come farebbe tua madre al telefono.
Un esempio fra tutti, per chiarire cosa intendo, lo offre la ricetta della cheesecake:

preparate uno strato di pasta sottile con la farina integrale e stendetelo in una teglia. Mescolate 400 g di formaggio Philadelphia, o che gli somigli, con 4 uova ben sbattute, 200 g di zucchero e un cucchiaino di essenza liquida di vaniglia. Stendete questa crema sulla pasta e mettete in forno per 45 minuti a calore moderato. Togliete la torta dal forno, lasciatela raffreddare quindici minuti, poi versatevi sopra due bicchieroni di panna acida cui avrete aggiunto un etto di zucchero e rimettete in forno a cuocere per altri 10 minuti. Quando la torta è fredda mettetela nel frigo per alcune ore prima di servirla

Ecco, credo che mia madre al telefono intanto che stira, riuscirebbe a fare di meglio.

Tutto ciò mi ha riportato alla mente un romanzo (che al contrario ho amato alla follia) che trattava lo stesso argomento: la difficoltà di gestire un matrimonio.
In Ricette per un matrimonio perfetto, il tema è sempre quello di dover affrontare il quotidiano quando hai un anello al dito.
La protagonista si è appena sposata e viene assalita da mille domande: come è possibile che l’uomo che da pochissimo è diventato suo marito possa essere un contenitore di atteggiamenti odiosi!?!
Perchè non poteva avere un matrimonio come quello della sua amata nonna?
Tra i regali di nozze, Tressa trova proprio il quaderno di ricette della nonna, e scopre che nemmeno il suo matrimonio era rose e fiori.
Ogni relazione è come una cucina su misura: da costruire, da regolare, da sistemare, da ridipingere. Da creare ogni giorno apportando grandi o piccole modifiche.

Quindi, a sommi capi, Affari di cuore poteva essere strutturato meglio se si voleva arrivare a un romanzo gastronomico.
Non è stato uno di quei romanzi di cui ho sentito la mancanza appena terminato.
Non è uno di quei romanzi che mi ritroverò a rileggere per cercare nuovi suggerimenti tra le righe.
E, di certo, non è uno di quei romanzi che sfoglierò per rubare una ricetta all’autrice.

 

 

 

2 thoughts on “Affari di cuore. Nora Ephron

    • Ciao Lapinsu, finalmente riesco a risponderti. Il film Julie e Julia è uno dei miei preferiti e c’è sempre un motivo valido per guardarlo 🙂
      Il libro è tra quelli in programma da recensire. Ho molto apprezzato il tuo punto di vista sul film e il concetto di leggerezza e lievità. Complimenti!!!
      Passa, se vuoi, a vedere se il libro merita come il film 🙂
      Qualche film che mi sento di consigliarti per rimanere sul generis: Un’ottima annata, Sapori e dissapori e Mangia Prega Ama (ma qui i pareri sono discordanti).
      A presto

      "Mi piace"

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